Giuseppe Gittini


Pittore, poeta e scrittore

ATTIVITA’ PITTORICA

Inizia da autodidatta per poi frequentare la scuola del Club dei Pittori di Oreno sotto la guida del pittore Luigi Radice.

Nel 2004, la sua prima mostra personale in provincia di Lodi.

Nel 2006 diventa socio del Cenacolo dei Poeti ed Artisti di Monza e Brianza e partecipa a tutte le manifestazioni artistiche indette dall’associazione, esponendo in diverse mostre collettive.

Nel 2007, in occasione del 32° Festival dello Sport di Monza, vince il I° Premio  alla mostra Sport, Natura, Brianza  nella Sezione Sport con l’opera Pole Position.

Nel 2007 comincia a frequentare la Scuola del maestro Casma a Macherio.

Dal 2008 è nel Gruppo Pittori Biassonesi ed espone in tutte le collettive organizzate dall’associazione. Di particolare rilievo la rassegna del Gruppo alla quale partecipa nel giugno del 2008 presso l’Istituto Culturale Italiano a Varsavia.

Dal 2010 è membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Gruppo Pittori Biassonesi.

Nel 2012 una sua mostra personale viene allestita presso il Teatrino di Corte della Villa Reale di Monza in occasione della XIV° Edizione del Premio Internazionale di Poesia Città di Monza.

Nel 2014 è selezionato tra i primi 50 artisti italiani (su circa 800 che hanno aderito) per partecipare al progetto AILAVIUitaly.

Nell’ambito di tale progetto, espone nel 2014-2015 a Melbourne, Perth e Sidney nelle mostre Promotion of young Italian Artist in Australia.

Nel 2016 realizza una crocifissione per la parrocchia di Peregallo, installata nella chiesa Dell’Annunciazione.

Diverse sue opere sono attualmente presenti in collezioni private, locali pubblici, sedi civiche e luoghi di culto.

Analisi Critica

“La sua pittura spazia dall’impressionismo al figurativo, da opere surrealiste a metafisiche, toccando un po’ tutte le correnti per cercare il mezzo pittorico col quale poter esprimere e trasmettere al meglio le proprie emozioni e sviluppare la propria continua ricerca personale. In alcune opere il colore è steso a campiture molto larghe, in altre vi è una descrizione più analitica della composizione. Ogni opera è comunque ponderata meticolosamente e nulla è lasciato al caso o alla semplice rappresentazione iconografica, ma attraverso l’uso del colore, come nelle parole delle sue opere poetiche, c’è la ricerca di un preciso e determinato significato psicologico e l’opera perde quella apparenza di semplice immagine descrittiva, ma diventa messaggio per lo spettatore”. (Casma)

ATTIVITA’ LETTERARIA

Ha partecipato alle iniziative culturali del Cenacolo dei Poeti e Artisti di Monza e Brianza, di cui è stato dicitore dal 2007 al 2010 per il Premio Internazionale di Poesia Città di Monza.

Ottiene diversi Riconoscimenti, Attestati e Diplomi di Merito a numerosi premi nazionali ed internazionali tra i quali:

Concorso Internazionale di Poesia Antiche come le montagne con la poesia il Rifugio (2° classificato).

Premio Nazionale di Letteratura Cris Pietrobelli con il racconto Il pesce rosso e l’acquario (3° classificato).

Premio Internazionale di poesia Age Bassi con la poesia Alla nostra prima vita (1° classificato).

Nel 2006 pubblica il suo primo libro, una silloge di poesie, dal titolo In riva al cielo, Ed. Montedit.

Sue opere sono attualmente presenti in diverse antologie e riviste letterarie a livello nazionale.

Analisi Critica

“I suoi versi sono come il testamento di un’anima che cerca un ipotetico filo a cui aggrapparsi a sostegno di una tesi dove la solitudine è una ragnatela che lo stringe e lo costringe ad essere presente nel mondo.

E’ in quest’ottica che la presa di coscienza del valore salvifico della poesia (…) ci compensa e ci fa dono del gusto di vivere. (…) L’amore è per Gittini, sogno e linfa vitale per il cuore: la speranza è tutta rivolta al desiderio d’amore che chiede conferme e non ha tempo per gli indugi (…) perché “il sole si consegna/alle ombre lunghe/della sera.” come egli stesso scrive. (…) Una poesia di sapore intimista di ricerca dove s’incontrano flash di stampo impressionistico che si aprono al mondo dell’infanzia per descriverne il ricordo (…) L’impronta del sé costringe il poeta ad eterni confronti dove gloria, gioia, rabbia si alternano in una danza che subisce variazioni senza cambiare la melodia. (…)

(Maria Organtini – tratto dalla prefazione del libro In riva al cielo)